Physical Internet: a che punto siamo e perché cambierà la logistica globale

A graphic representation of the Physical Internet: smart containers connected in a global sustainable logistics network.

Introduzione

Il concetto di Physical Internet (PI) si propone come una trasformazione radicale delle modalità con cui le merci vengono movimentate e gestite a livello globale. Ispirato ai principi di funzionamento della rete digitale, il PI mira a rendere la logistica più efficiente, sostenibile e interoperabile attraverso una rete modulare e collaborativa.

A fronte delle crescenti esigenze di sostenibilità, tracciabilità e resilienza delle supply chain, il PI si configura come un paradigma emergente di rilievo strategico per affrontare le sfide del XXI secolo.

Il presente contributo si basa sull’analisi sistematica condotta da Maria Matusiewicz (Acta Logistica, 2024), che ha esaminato 74 articoli scientifici pubblicati tra il 2006 e il 2023, con l’obiettivo di mappare lo stato della ricerca, identificare i temi ricorrenti e proporre direzioni future di studio.

Cos’è il Physical Internet

Il Physical Internet si fonda su quattro pilastri concettuali:

  1. Modularità: standardizzazione fisica (es. PI-containers) per favorire l’interoperabilità.

  2. Condivisione: apertura e collaborazione tra stakeholder della catena logistica.

  3. Digitalizzazione: utilizzo di tecnologie abilitanti (IoT, blockchain, AI).

  4. Sostenibilità: ottimizzazione dei flussi fisici per minimizzare costi, sprechi e impatto ambientale.

Questa visione punta a superare la frammentazione attuale delle supply chain, favorendo la nascita di un sistema logistico globale, iperconnesso e adattivo.

Stato della ricerca: un’analisi sistematica della letteratura

Evoluzione temporale

Fino al 2020, la ricerca sul PI è stata prevalentemente concettuale. A partire dalla pandemia di COVID-19 si osserva un aumento esponenziale degli studi applicativi, spinti dall’urgenza di ripensare la resilienza delle catene di fornitura. Tra il 2020 e il 2023 si registra il picco di pubblicazioni, soprattutto in ambito europeo e asiatico.

Distribuzione geografica

I paesi con il maggiore coinvolgimento scientifico sono:

  • – Francia: principale incubatore teorico del PI (MINES ParisTech, Montreuil et al.).

  • – Stati Uniti e Cina: focalizzati su implementazioni tecnologiche e applicazioni in contesti complessi.

  • – Canada, Germania e Regno Unito: contributi significativi sul piano delle infrastrutture, interoperabilità e sostenibilità.

Multidisciplinarietà

Il PI è un ambito interdisciplinare per eccellenza:

  • – Ingegneria dei trasporti e logistica (27,7%)

  • – Scienze informatiche e data analytics (18,1%)

  • – Economia e management (11,2%)

  • – Scienze sociali e ambientali (13,3%)

Tale eterogeneità riflette la natura complessa del PI, che richiede approcci integrati tra domini tecnici, economici e normativi.

Tematiche emergenti e trend di ricerca

1. Efficienza operativa e sostenibilità

Numerosi studi evidenziano come il PI consenta:

  • – la riduzione dei trasporti a vuoto (fino al 40%)

  • – il contenimento dei costi energetici

  • – l’incremento della flessibilità logistica anche in ambito urbano (city logistics)

Il lavoro di Crainic e Montreuil (2016) propone un modello applicabile al contesto urbano che migliora l’efficienza distributiva e riduce l’impatto ambientale.

2. Integrazione con le tecnologie dell’Industria 4.0

Tra le tecnologie abilitanti:

  • – IoT e Digital Twin per la simulazione in tempo reale

  • – Blockchain per la sicurezza dei flussi informativi

  • – Smart Contracts per l’automazione delle transazioni logistiche

  • – AI e algoritmi metaeuristici per l’ottimizzazione di costi e percorsi

Pan (2019) sottolinea l’importanza dei Product-Service System (PSS) nel contesto PI, abilitando un modello di logistica come servizio.

3. Modelli di pricing e ottimizzazione economica

Qiao et al. (2020) propongono un approccio basato su dynamic pricing per il trasporto LTL (Less-than-Truckload), dimostrando come le reti PI possano massimizzare i ricavi attraverso l’adattamento flessibile dell’offerta alla domanda.

4. Cooperazione tra attori logistici

Il PI presuppone una nuova mentalità cooperativa, superando la competizione tra operatori logistici. Tuttavia, numerosi studi rilevano ancora resistenze culturali legate alla mancanza di fiducia, all’opacità dei dati e all’assenza di incentivi condivisi.

5. Applicazioni portuali e urbane

Nel contesto portuale, il PI promuove:

  • – la standardizzazione delle informazioni

  • – l’adozione di sistemi intelligenti di tracciabilità

  • – l’integrazione di PI-hub intermodali

Fahim et al. (2021) offrono una mappatura delle aree critiche nei porti per supportare l’evoluzione verso un’infrastruttura PI-ready.

Sfide e prospettive future

La piena implementazione del PI richiede:

  • – Definizione di standard internazionali comuni

  • – Inquadramento normativo e regolatorio

  • – Investimenti infrastrutturali

  • – Incentivi per la collaborazione tra operatori

  • – Mitigazione dei rischi di sicurezza informatica

Uno dei fronti meno esplorati è l’applicazione del PI al trasporto passeggeri: sebbene alcuni studi accennino alla condivisione di infrastrutture e flotte urbane, l’analisi sistematica rileva una lacuna significativa in questo ambito.

Conclusioni

Il Physical Internet si configura come un paradigma logistico di potenziale rivoluzionario, capace di promuovere efficienza, trasparenza e sostenibilità lungo l’intera catena del valore. I dati emersi dalla letteratura evidenziano una forte maturità teorica e diversi esperimenti applicativi in corso, ma anche la necessità di affrontare barriere culturali, normative e tecnologiche.

Il successo del PI dipenderà dalla cooperazione tra accademia, industria e istituzioni  nonché dalla capacità di costruire un’infrastruttura digitale e fisica condivisa, resiliente e scalabile.

La logistica del futuro non sarà basata sulla competizione tra attori ma sulla condivisione intelligente delle risorse.

Jean-François Cordeau.

Dipartimento di Logistica e Operations Management- HEC Montréal

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